Chiesa parrocchiale di san Pietro apostolo

Vicende storiche

Prima del 1575, anno nel quale si trova nell'archivio parrocchiale il nome del primo parroco, Quintano faceva capo per i battesimi e per altre funzioni alla chiesa di Pieranica. È probabile, quindi, che vi fosse solo un tempio di dimensioni modeste ed in uso per le sole funzioni religiose.

Risale alla seconda metà del XVI secolo la riedificazione della chiesa: nel 1579, anno della visita Castelli, l'edificio era eretto e possedeva tre altari ed un “legato” di Francesco Corisio che destinava alla decorazione dell'altare maggiore quindici scudi ed un terreno.

Al termine della visita Regazzoni (1583) la cappella maggiore risultava dipinta ed il vescovo reclamava la decorazione della cappella di Santa Liberata utilizzando le rendite di sei pertiche di terra provenienti dall'eredità Corisio.

Fu il vescovo di Crema Gian Giacomo Diedo a consacrare la nuova chiesa nel 1588. L'edificio era più corto dell'attuale, di stile cinquecentesco: le sue forme potrebbero essere quelle della chiesa dipinta nel Miracolo di Quintano, in cui appare con una semplice facciata a capanna con portale e rosone centrale.

La chiesa che appare nel dipinto "Il miracolo di Quintano"
La chiesa che appare nel dipinto "Il miracolo di Quintano", di autore ignoro, esposta presso la Cattedrale di Crema

In una vecchia foto appare differente, probabilmente frutto di interventi ottocenteschi: la facciata possedeva, come ora, un portale centrale sopravanzato da un timpano curvilineo. Due semplici finestre con arco ribassato poste sulla parte alta contribuivano a dare luce all'interno. Alle estremità due lesene si elevavano a sostenere il timpano triangolare all'interno del quale, nell'immagine d'epoca, si intravvede un affresco o un mosaico. Sulla sommità erano posti tre pinnacoli con croci in ferro. L'interno doveva essere a capriate lignee rafforzate da tiranti in ferro.

La facciata come appariva prima dell'anno 1952
La facciata come appariva prima dell'anno 1952

Un intervento è documentato nel 1893 quando, su iniziativa del prevosto Agostino Oldani, furono coperte le capriate con un plafone poi decorato da Giovanni Ginelli. Pochi anni dopo si mise mano anche al campanile modificando i finestroni e risistemando le tre campane.

Nel 1942 la maggiore delle tre campane fu requisita per scopi bellici assieme alle due dell'oratorio di sant'Ippolito. Quando nel 1947 fu stabilito dal governo di restituire il bronzo requisito vennero collocate oltre alla campana mancante altri due bronzi.

Nel 1952 la chiesa fu allungata verso la facciata aggiungendo una campata e mezza secondo un progetto dell'architetto Binaghi di Agnadello. Nell'occasione fu abbassato anche il pavimento. A rifare le decorazioni fu chiamato nel 1961 Angelo Ogliari mentre Rosario Folcini, nello stesso anno, affrescò l'arco trionfale.

Nel 2014 veniva attuato un intervento di rintiteggiatura esterna ed altri lavori finalizzati a bloccare l'umidità in risalita e le infiltrazioni del tetto. Nell'occasione veniva rifatta completamente la pavimentazione con posa di un impianto di riscaldamento "a terra".

L'apparato decoritivo delle pareti e delle volte veniva completamente ripulito - e dove necessario ripristinato - nel febbraio 2017 a cura dello Studio Restauro Beni Culturali di Paolo Mariani & Co.

Veduta d'insieme della chiesa parrocchaile
Veduta d'insieme della chiesa parrocchiale

Gli affreschi dell'abside

Particolarmente rilevanti appaiono gli affreschi dell'abside che vanno ricondotti al periodo compreso tra le visite Castelli e Regazzoni, ossia tra il 1579 ed il 1583. Sull'attribuzione si sono fatte varie ipotesi quali Antonio Campi, oppure l'altro Campi (non parente): Bernardino.

Gli affreschi dell'abside
Gli affreschi dell'abside

Gli studi più recenti di Cesare Alpini, tuttavia, pare si orientino prevalentemente sulla mano di Carlo Urbino per ragioni estetiche e stilistiche: sono ravvisabili somiglianze tra la scena della Consegna delle chiavi con il Commiato di Cristo alla Madonna, di sicura attribuzione all'Urbino e realizzata nella chiesa di Santa Maria presso San Celso a Milano. Altre somiglianze sono riscontrabili tra la scena dell'Incredulità di Tommaso con una tela di San Giacomo nell'omonima chiesa di Crema ed il Gruppo degli Apostoli con l'Assunta ancora nella chiesa di Santa Maria presso San Celso.

Il dipinto raffigura in ordine: sulla destra la Consegna delle chiavi a Pietro, sulla sinistra la Liberazione di san Pietro dal carcere, sul fondo i Santi Pietro e Paolo; rimangono anche parte delle gambe di due angeli, probabilmente ciò che rimane di una scena raffigurante il Trionfo eucaristico.

Negli spicchi della volta sono raffigurati il Padre Eterno e sette Angeli recanti i simboli della passione, e nelle lunette sono rappresentati, a mezzo busto, i profeti e le sibille con cartigli e scritte.

La parete sinistra
La parete sinistra: "La consegna delle chiavi a san Pietro"
La parete destra
La parete destra: "Liberazione di san Pietro dal carcere"

Le campane

Prima del 1942 la chiesa era dotata di tre campane di cui la maggiore, come si è detto, fu requisita. Al ristabilimento del castello si optò per l'installazione di cinque nuove campane per un concerto in SI naturale: i bronzi furono fusi dalla ditta Dadda di Crema.

Le campane sono dedicate a: santi Pietro e Paolo ("grossa"), Madonna Immacolata (seconda campana), ricordo del secondo centenario del miracolo del Crocefisso del duomo (terza campana), ricordo dei reduci della seconda guerra mondiale (quarta campana); la quinta campana è dedicata ai santi Pantaleone (patrono della diocesi), Clara, Ippolito e Rocco.

Fonti

  • Cesare Alpini, Un ciclo di affreschi di Carlo Urbino nella chiesa parrocchiale di Quintano, in Insula Fulcheria XVII, Crema, 1987.
  • Don Costante Letterini, Quintano, Tipografia Locatelli, Crema, 1990.
  • Giamba Longari, La chiesa è in restauro, in Il Nuovo Torrazzo, sabato 30 agosto 2014.
  • LG, Quintano, chiesa parrocchiale di San Pietro in restauro, al lavoro il team Mariani, in Il Nuovo Torrazzo, sabato  febbraio 2017.
 Ultimo aggiornamento: 23/07/2018
Interno della parrocchiale
Interno della chiesa parrocchiale
Il campanile
IL'arco trionfale dipinto da Rosario Folcini, nel 1962, con san Pietro, la chiesa trionfante, militante e partecipante.
Il campanile
Il campanile


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